Vinciamo ai microlimiti con qualche consiglio

Pubblicato da: staff- il: 29-11-2009 17:24 Aggiornato il: 30-11-2010 11:57

Giocare da vincenti ai microlimits si può definire molto semplice ma, al tempo stesso, può essere anche molto frustrante a causa delle tante badbeats in cui ci si imbatte.
Nei microstakes, siano essi tavoli cash o Sit&Go dal bassissimo buy-in, troviamo tantissimi principianti, questi saranno le nostre prede per eccellenza e ci aiuteranno a costruire il nostro bankroll per giocare poi a limiti più alti.
Sicuramente ci sembrerà di giocare per gli spicci della nonna ma vi assicuro che tanti spiccetti messi insieme alla fine fanno i mucchi di soldoni, quindi non sottovalutate il potenziale dei limiti bassi.
I principianti sono naturalmente giocatori che vogliono vedere molti flop, sono generalmente passivi (spesso chiamano ma raramente rilanciano) e si concentrano soltanto sulle proprie carte. Altri giocatori rilanciano con qualsiasi cosa e sono ultra-aggressivi, guidati per lo più da false informazioni che ormai passano dalla tv ad ogni puntata di format televisivi dedicati al poker. Già solo selezionando accuratamente le mani di partenza starete giocando meglio di loro, perchè mediamente avrete una mano migliore. Di norma un giocatore tight-aggressive di questo tipo giocherà pressappoco il 15-22% delle sue mani. A prima vista sembrano poche ma vi assicuro che saranno sufficienti a farvi portare a casa grossi piatti.

I principianti spesso tendono a limpare preflop; un errore visto e considerato che così facendo teniamo in gioco più avversari del dovuto (in special modo i giocatori sui bui) che renderanno molto più difficoltosa la conquista del piatto. Potrebbe sembrare logico il semplice call se ragionato solo sulle carte in nostro possesso perché se non centriamo nulla al flop avremo speso soltanto 1BB. Ciò nonostante è sempre meglio rilanciare; stiamo giocando tight e vogliamo quindi giocare soltanto mani buone. In più, rilanciando forti delle nostre starting hands, la nosta immagine al tavolo sarà quella di un giocatore estremamente solido e potremo quindi usarla successivamente per qualche bluff ben studiato. Inoltre, e come abbiamo già detto, non vogliamo troppi avversari nel piatto per i seguenti motivi:

* Contro 3-4 avversari la possibilità che qualcuno di loro leghi al flop qualcosa di buono è molto più alta;
* Entrambi i bui sono (molto probabilmente) coinvolti nel piatto e potrebbero avere qualunque carte. Su un flop con 2d 8c As potremmo pensare di essere in vantaggio i nostri Ad Kd mentre il grande buio ha 2s 8d . Foldare ora diventa difficilissimo per entrambi e così ci ritroviamo a perdere davvero dei grossi piatti. Alzi la mano chi non ha vissuto almeno una volta questa situazione al tavolo;
* Se al flop centri un buon punto sarà molto difficile vincere un piatto grosso. I nostri avversari hanno pagato soltanto 1BB e quindi folderanno le loro mani con facilità se non hanno centrato qualcosa di altrettanto valido.
* Inoltre, in un piatto di soli 4BB potremmo generalmente puntare al massimo 4BB (seguendo il manuale e quindi niente overbet), mentre in un piatto di 20BB potremmo puntare in maniera più sostaziosa già dal flop e magari chiudere la mano ancor prima che essa divenga troppo pericolosa. Ricordiamoci sempre che a questi limiti gli scoppi sono sempre dietro l’angolo.

Dopo il flop dovremmo sempre puntare in base alla somma nel piatto e non in base alle puntate fatte in precedenza. Una puntata al flop dovrebbe essere sempre compresa tra la metà del piatto e il valore dell’intero pot. Otterremo così il valore aggiunto di nascondere ulteriormente la reale forza della nostra mano. Una puntata minore potrebbe esser vista come una minibet intesa a pagare poco una card per il nostro eventuale progetto. Puntando invece il valore detto in precedenza ci esporremo meno ad eventuali rilanci e giocheremo per un buon piatto. L’obiettivo del raise iniziale deve sempre essere: racimolare più soldi per il piatto, vincere il piatto, o far pagare di più gli avversari per i loro progetti. Tenete sempre a mente che c’è sempre chi ha un progetto e con una puntata di 3BB in un piatto di 15BB gli stiamo dando le giuste odds per chiamarci, anche se ha solo un progetto chiuso di scala o una coppia bassa. Facciamogli quindi pagare, e aggiungerei caro, il privilegio di poterci battere; fare economia di chips qui è la strategia peggiore da adottare.

Vediamo ora quali mani ci porteranno mediamente dei buoni piatti:

Coppia alta/top kicker
E’ una delle mani che vedremo chiudere spesso. La regola generale vuole che si mantenga il piatto basso con la semplice coppia poichè è veramente facile che gli avversari leghino qualcosa di meglio. Riduciamo i rischi quindi e controlliamo il piatto in maniera adeguata. Se nella mano che giochiamo notiamo tanta azione prendiamo in considerazione il fold, molto frequentemente avremo la sorpresa di vederci dominati da un set o una scala, quindi cerchiamo di limitare i danni e cerchiamo lo scontro quando abbiamo le armi con cui farlo.

Doppia coppia
Molto spesso ci troveremo ad aggiudicarci dei buoni piatti con questo punto che tenderà a confrontarsi con le coppie alte dei nostri avversari. La regola di base è la stessa di prima: teniamo il piatto basso e controlliamone l’andamento.

Set (non trips)
Una coppia di semplici due che lega il set al flop non è poi così brutta come sembra e si rivelerà vincente il più delle volte. E’ bene ricordare che una coppia qualsiasi diventa un set al flop in queste probabilità: 1 su 8,5 o il 11,75%. Come regola dettata dalla esperienza io chiamo un eventuale rilancio se esso non supera il 5-10% del mio stack. Ma allora direte voi 5% o 10%? Ed io rispondo: dipende dalla posizione. Se sono in posizione sugli avversari chiamo fino al 10% e fuori posizione fino al 5%. Tutto questo perché in posizione potremmo ancora aggiudicarci il piatto con una continuation bet da mezzo pot al pot intero se gli avversari fanno check. Fuori posizione diventa tutto più difficile poichè spesso sul board appariranno overcards rispetto alla nostra coppia.

Scala, colore, etc.
Tutti questi punti, che sono nella parte alta della classifica del punteggio, hanno scarse probabilità di essere centrati ma quando questo succede dobbiamo far si che gli avversari ce li paghino profumatamente. Se abbiamo il punto nut in tavola allora dobbiamo cercare di ingrandire il piatto il più possibile e cercare di tirar dentro più avversari che possiamo. Cercare di indurli al bluff mascherando il reale valore della nostra mano è una buona mossa. Ogni puntata che faremo, o a cui risponderemo, deve essere tesa a cercare il rilancio avversario al fine di costringerlo ad investire tutte le sue chips nel piatto.
Nel qual caso il nostro punto possa essere superato la regola è semplice: investiamo il minimo per vincere il massimo, quindi pot control.

AA e KK
Molti principianti tendono a giocare in slowplay le loro monster hands ed in special modo la coppia di Assi. Ovviamente lo fanno perchè sono portati a pensare che un eventuale raise possa far foldare tutti gli avversari invece è molto importante giocarci questo tipo di mani con raise e reraise. Con una coppia alta, l’ultima cosa che vogliamo è finire in un piatto in cui c’è troppa gente. Uno o due avversari sono il massimo che dovremo permetterci. Con queste due coppie il nostro obiettivo dovrebbe essere di ottenere soldi il prima possibile e senza arrivare allo showdown, dove diverse volte vedremo l’avversario crackarci la nostra bella coppia. Ricordiamoci sempre che con Ax Ax siamo i favoriti per l’80% contro qualsiasi altra coppia PRIMA del flop. Quindi se un giocatore rilancia prima del flop, dovresti quasi sempre rispondergli con un reraise.
Perdere un All-In preflop con Ax Ax o Kx Kx è sempre una doccia fredda ma fa parte del gioco. Dovremmo cercare di abituarci alla cosa il prima possibile; essere scoppiati di tanto in tanto è inevitabile quindi giocheremo sicuramente meglio quando avremo imparato ad accettarlo.

Vediamo ora, di contrappunto, con quali mani perdiamo montagne di chips:

Coppia alta/kicker debole
Mani come As 3s ci metteranno spesso nei guai quando al flop leghiamo l’asso ma non il colore che andavamo cercando. Abbiamo si la coppia più alta ma nei microlimiti quasi tutti gli assi vengono giocati, e qualsiasi Asso con un kicker più alto del nostro 3s ci batte. Se al tavolo si sviluppa troppa azione c’è una grande possibilità che siamo dietro, e all’inverso, se non c’è azione vinciamo poco. La stessa cosa si può dire per mani come Ax Tx e anche per Ax Jx . Nonostante ora il nostro kicker sia nettamente migliore spesso con queste mani ci troveremo nella situazione di giocare grossi piatti. Otterremo quindi l’esatto contrario di quello che erano i nostri intenti, ovvero perdiamo di più e vinciamo di meno.

Coppia Media
se dobbiamo chiamare una puntata di un avversario al flop ed al turn e tutto quello che abbiamo è una coppia media, ci sono serie possibilità che veniamo battuti. E’ bene chiedersi: “Quali mani ci battono?”.
Bisogna ricordarsi inoltre che dopo il flop, ci sono ancora il turn ed il river su cui potremmo ritrovarci a dover chiamare ulteriori puntate. Evitiamo quindi i call marginali il più possibile e sintonizziamo la mente sul fold se dobbiamo investire quantità notevoli di chips con poco o nulla in mano. Saper foldare una mano è una condizione necessaria per essere un buon giocatore, non dimentichiamolo mai.

Gutshots, progetti bilaterali di scala e progetti di colore
Con queste mani spesso e volentieri siamo portati a seguire il gioco e a chiamare qualsiasi puntata ci venga fatta dagli avversari. Niente di più sbagliato. Nella condizione di uno contro uno, inseguire un progetto è la mossa più errata poichè difficilmente avremo le giuste odds per giustificare la nostra chiamata. In piatti multiway le cose cambiano notevolmente. Investire una certa quantità di chips è giustificabile se ciò che alla fine possiamo ottenere è di gran lunga maggiore di quanto stiamo al momento investendo. Facciamo un piccolo esempio che capire meglio: tavolo da sei, blind 100/200, nostro stack 2300, stack dei due avversari circa 4000. Qui un call per il nostro progetto assume un valore aggiunto in relazione agli stack dei due avversari. In poche parole se chiudo ho una buona possibilità di triplicare il mio stack. Di contro con due avversari con stack all’incirca di 1000 chips il mio call non è tanto giustificato poichè anche nel caso in cui chiudessi il punto ciò che ne guadagnerei non è rapportabile al rischio a cui mi sto esponendo.

Come al solito tutto ciò sopra scritto è da considerarsi una linea guida generale. Tutti dovrebbero successivamente estrarre ciò che si addice al proprio modo di giocare ed adeguarlo al proprio stile. Ricordatevi sempre di giocare il VOSTRO poker, non quello di altri. Buon pro vi faccia!

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