I libri consigliati: “Harrington on Hold’em 1&2″ e “No Limit Hold’em, Theory and Practice”

Pubblicato da: staff- il: 05-07-2010 7:54 Aggiornato il: 11-06-2015 10:20

Il vincitore delle WSOP del 1995, Dan Harrington, ha realizzato con questi due volumi un’opera destinata a coloro i quali vogliono cimentarsi nei difficoltosi tornei di Texas Hold’em, dando al lettore le basi necessarie per iniziare e portare a termine un torneo in maniera vincente. I volumi “Harrington on Hold’em, Expert strategy for no limit tournaments 1 e 2” raccolgono quanto di più esauriente esiste sulla difficile arte di giocare un torneo.
I due libri sono considerati tra i “best seller” della editoria pokeristica e sono da leggere tutti d’un fiato per l’enorme contenuto di informazioni che forniscono.

Nel primo volume l’autore si sofferma sulle diverse formule di torneo e i diversi stili di gioco: solido, conservativo, aggressivo e super aggressivo, dove per ognuno di essi enuncia vantaggi e svantaggi, oltre al come modificare in base alle situazioni il proprio stile di gioco.
Harrington pone straordinaria attenzione anche alla lettura del gioco dell’avversario ed ai “poker tells” (gli indizi che gesti e sguardo possono offrire), facendo attenzione anche all’immagine al tavolo percepita dagli altri giocatori, offrendo spunti per intense riflessioni riguardo i comportamenti da tenere durante il gioco. Nei capitoli successivi vengono trattati le “pot odds”, il gioco preflop, il gioco sul turn e sul river, ed ogni capitolo è diviso in due parti: la prima prettamente teorica e la seconda costituita da problemi da risolvere che servono prettamente a far assimilare in modo veloce le nozioni teoriche. Il primo volume si conclude limitandosi alle nozioni da conoscere per la prima fase di un torneo e serve da introduzione al secondo volume, basato invece sulle strategie da adottare per il completamento in maniera vincente di un torneo.
Nel secondo volume vengono trattati i vari tipi di bluff, lo slowplay, il fattore “M” di Magriel ed altro ancora offrendo ad un giocatore di torneo gli strumenti necessari per arrivare al tavolo finale di un torneo. La parte conclusiva del volume è dedicata alle strategie da adottare ai tavoli “short handed” ed al gioco heads-up. I volumi sono di facile lettura e completi in ogni parte, e trattano esaurientemente gli argomenti proposti.
In conclusione due testi facili che non dovrebbero mancare nella libreria di un giocatore di poker da torneo, in quanto in grado di apportare migliorie veramente notevoli allo stile di gioco sotto diversi punti di vista.
Di altro stampo è invece “No Limit Hold’em, Theory and Practice”.
Gli autori David Sklansky e Ed Miller non hanno certo bisogno di presentazioni, dato che il primo è autore di “The theory of Poker”, libro riconosciuto da tutti i giocatori come testo fondamentale per acquisire una buona base teorica di gioco; Ed Miller è invece autore di “Getting Started in Hold’em” che è senz’altro uno dei primi libri da leggere da parte di un giocatore di Texas Hold’em in quanto in grado di fornire le capacità basilari di gioco ed i primi accenni alle strategie da adottare al tavolo da gioco.
Da due autori così non poteva che nascere uno dei migliori  scritti del Poker: l’ottimo “No Limit Hold’em, Teoria e Pratica”; libro destinato a quei giocatori che già masticano concetti come odds implicite, estimated value di una mano, ed altro ancora. Il libro è diviso in due parti, nettamente distinte tra loro: la prima si concentra su una serie di fondamenti teorici analizzati in toto per fornire la più ampia cultura pokeristica di sempre, mentre nella seconda parte troviamo sessanta regole che amplificano, estendono e chiariscono al meglio i concetti introdotti precedentemente applicandoli praticamente al tavolo da gioco.
Sklansky e Miller ci forniscono, quindi, un valido strumento destinato principalmente a quei giocatori che già possiedono una buona base di gioco ed introducono concetti tesi ad affinare al meglio il proprio gioco ai tavoli cash con stack medio-alti.
Argomenti come il controllo del piatto tramite puntate e rilanci, la posizione al tavolo e il gioco short stack, sono trattati in maniera originale ed esaustiva. Il libro, non troppo di facile lettura, è denso di concetti che richiedono uno studio approfondito da parte del lettore ma forniscono alla fine preziose informazioni che possono fare la differenza ad un tavolo da gioco.
In conclusione i libri di Harrington ci forniscono una base solida su cui crescere e Sklansky/Miller completano il lavoro dando ad ognuno nuovi aspetti da analizzare per migliorare il proprio gioco. Di sicuro dopo le due letture i passi in avanti saranno notevoli e le esperienze di gioco saranno più gradite poichè riuscirete a cogliere aspetti ancora nascosti agli occhi di molti.

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