>Giochiamo un torneo in maniera più attiva

Pubblicato da: staff- il: 11-11-2009 12:55

>Oggi voglio descrivere uno stile di gioco molto particolare e spesso molto sottovalutato in quanto richiede doti di gioco molto ben definite: il gioco loose o che dir si voglia più attivo.
Giocare molte mani in torneo può essere altamente produttivo alla stessa maniera di giocare molto solido e con starting hands tipo AA, KK, AKs, etc. Ovviamente il gioco “loose” richiede capacità ben diverse per essere applicato rispetto al gioco tight (solido). Una ottima lettura del gioco avversario, delle caratteristiche dei giocatori al tavolo e tanta fantasia sono le chiavi vincenti per questo stile di gioco.

Entrare in gioco con connectors e carte accoppiate a colore può essere altamente redditizio in caso di flop favorevole, ed in più si otterrà come controvalore aggiunto, la difficoltà per gli avversari di leggere le vostre mani. L’obiettivo di questo stile di gioco deve essere quello di conquistare molti piccoli piatti con la resistenza avversaria più bassa possibile. Entrare in gioco con mini-raise da posizione, oppure con rilanci da middle position, sbilanceranno di molto il tavolo da gioco e la lettura avversaria sarà notevolmente complicata. Anche in caso di flop non favorevoli, il vostro rilancio preflop vi metterà in condizione di controllo della mano ed un successivo rilancio spesso e volentieri vi farà aggiudicare il piatto anche senza aver chiuso nulla.

Ovviamente in tal modo ci si espone al check-raise avversario, ed in caso di rilancio dell’opponent il fold deve essere immediato se il board non prospetta nessun aiuto per la vostra starting hand. Conquistare diversi piatti di piccole dimensioni vi aiuterà a non subire forti contraccolpi allo stack di gioco in caso di rilanci da parte avversaria. Al contempo, se il board è amico consegnandovi un buon punto potrete vincere molto in una mano sola poichè difficilmente gli avversari in gioco vi faranno carte del tipo 67, 89, etc, in mano.
Adottando questo stile di gioco fin dalle prime mani del torneo e facendo crescere gradualmente il vostro stack otterrete diversi vantaggi per il successivo svolgimento delle vari fasi, in special modo sugli avversari “chiusi” che difficilmente inseguiranno i vostri rilanci se il board non porta nessun aiuto.

Tutte le chips extra aggiunte di volta in volta al vostro stack vi permetteranno di assorbire facilmente le possibili badbeat che incontrerete. Ed allo stesso modo andare a giocarvi un coin flip con una coppia di dieci contro AK non vi metterà più di tanto sotto pressione.
Ovviamente quando vi capiteranno le monster hands sarete a questo punto in un tale vantaggio psicologico sugli avversari da poter trarre il maggior profitto.

Per imparare a giocare questo stile di gioco occorre come già detto una ottima lettura sugli avversari e tanta fantasia. Provate a giocare qualche sit&go dal buy-in modesto ed a livello più basso di quelli che attualmente giocate e provate a giocare quasi tutte le mani che vi capiteranno cercando di fare profitto ove possibile. Migliorerete velocemente l’approccio suglio avversari ed il continuo giocare di diverse mani solleciterà di molto le vostri capacità di lettura del gioco avversario. Inoltre, e non di ultima importanza, il vostro gioco sarà molto attivo e di conseguenza vi divertirete molto di più piuttosto che aspettare mani decenti per entrare in gioco.

Ottimi esempi nel mondo dei professionisti di questo stile di gioco sono Daniel Negreanu, Patrick Antonius, Erick Lindgren e tanti altri ancora. I risultati che questi personaggi ottengono nei tornei giocati parlano da sè, ed allora non vi resta che provare a giocare attivamente in maniera un pò più “loose” ma sempre oculata ed i risultati arriveranno presto.

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