>Nuove regole in arrivo per il Texas Hold’em Poker "Live"

Pubblicato da: staff- il: 30-07-2008 14:52 Aggiornato il: 15-02-2017 10:03

>E’ finalmente in arrivo la circolare ministeriale che detterà regole uniformi, per il nostro paese, in merito all’organizzazione dei tornei di texas hold’em poker ‘live’, dentro e fuori dalle case da gioco. Una direttiva lungamente attesa dalle federazioni pokeristiche, visto che al momento la competenza, circa l’autorizzazione o meno dei tornei, è lasciata alla discrezionalità delle Questure locali. La situazione, come si può ben immaginare, è assai diversificata e se ci sono province nelle quali il poker è inserito nella tabella dei giochi proibiti “per motivi di ordine pubblico”, in altre lo svolgimento dei tornei è autorizzato senza particolari problemi.

In realtà, pareva che la questione fosse destinata ad essere risolta una volta per tutte anche lo scorso anno, addirittura attraverso un emendamento da presentare nella legge finanziaria. Caduta questa ipotesi, si è fatta largo l’indiscrezione della prossima realizzazione di una circolare che avrebbe consentito lo svolgimento dei tornei al di fuori dei casinò purché questi avessero carattere “d’eccezionalità”, con una tassa di iscrizione non superiore ai 50 euro e senza la possibilità di rimettersi in gioco pagando un’ulteriore quota (re-buy).

Il cambio ai vertici dell’Ufficio per l’amministrazione del dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno ha, per così dire, rimescolato le carte, e nel marzo 2008 sono ripresi i colloqui tra l’Ufficio, ora diretto dal Prefetto Giuseppe Linardi, e gli operatori del settore, così da effettuare una ricognizione utile ad acquisire gli elementi necessari per stilare la nuova circolare. Circolare che, dicono i bene informati, è ormai prossima.

Ed in tutto questo la Federgioco, federazione che raccoglie i quattro casinò italiani sotto un’unica rappresentanza, si esprime così:
“La liberalizzazione del texas hold’em poker, incontrollata e alquanto spregiudicata, ha generato ingenti danni erariali per la mancata gestione pubblica e rischi per la sicurezza a fronte del mancato controllo del gioco. E’ accertato che la situazione attuale di vuoto legislativo possa generare per associazioni e federazioni che gestiscono i tornei, senza volere assolutamente generalizzare, rischi di sconfinamento nel gioco d’azzardo”.
La federazione, in questa nota illustrata nei giorni scorsi alle organizzazioni sindacali e inviata alla direzione dell’Ufficio per gli affari della Polizia amministrativa e sociale in vista della prossima regolamentazione del texas hold’em poker, interviene ancora suggerendo che i limiti del gioco “sportivo” siano indicati in modo chiaro e inequivocabile, che siano applicabili alle federazioni/associazioni che operano sul territorio nazionale e che devono essere ufficialmente riconosciute, ma non alle case da gioco.

“I Casinò – a giudizio di Federgioco – sono da sempre garanti di sicurezza e di regolarità nella gestione del gioco d’azzardo, possono pertanto rappresentare un ulteriore elemento di garanzia anche nella gestione di tornei di texas hold’em. Al fine di fidelizzare nuova clientela possono instaurare rapporti di collaborazione con le associazioni e le federazioni ufficialmente riconosciute, per l’organizzazione di ‘main event’ che si configurino come fase finale di tornei satelliti o di circuiti di tornei organizzati sul territorio nazionale”.
Secondo Federgioco, inoltre, “la decisione di organizzare tornei da parte dei vari soggetti riconosciuti deve essere comunicata preventivamente agli organi territoriali competenti; alla chiusura delle iscrizioni al torneo deve essere trasmessa agli organi competenti un’informativa sul numero totale degli iscritti”.

Quanto al buy-in, vale a dire la quota di iscrizione ai tornei, per la federazione non dovrebbe superare i 50, 100 euro e dovrebbe essere vietato il re-buy e l’add-one. Tra gli altri suggerimenti al ministero, quello di vietare la costituzione di montepremi in denaro, e piuttosto di “autorizzare partneship con sponsor che possono contribuire alla costituzione del montepremi con beni/servizi da loro prodotti in cambio di visibilità sulle attività di promozione e di comunicazione programmate per annunciare gli eventi organizzati sul territorio nazionali”.

Per Federgioco sono da autorizzare le riprese delle varie giornate di gara del torneo, da vietare l’organizzazione dei Sit & Go e la gestione del gioco secondo le modalità table fee e cash game, che devono restare appannaggio esclusivo dei casinò.
Una prescrizione riguarda infine il regime fiscale: per Federgioco il valore complessivo del montepremi deve essere tassato in ragione del 20 percento al netto dell’Iva, così come avviene per i concorsi a premio.

fonte Federgioco e Gioco&Giochi.

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