>Starting Hands … ovvero queste sconosciute

Pubblicato da: staff- il: 02-12-2006 23:24

>Una delle prime cose da valutare quando giochiamo al Texas Hold’em è la forza delle nostre carte iniziali. Questo post cercherà di chiarire le idee su quali siano veramente efficaci da giocare e su come giocarle.

Nel post precedente abbiamo parlato dei vari giocatori incontrabili ai tavoli e di starting hands. Proprio da quest’ultime vorrei partire per approfondire un pò l’argomento e per dare modo a chi legge di capire che tipo di giocatore realmente è.
Io mi definisco un giocatore Tight/Aggressive e quella che segue è una semplice lista di come io determino la forza delle mie starting hands:

Hands Rank

  1. AA, KK,AKs
  2. QQ, JJ, TT, AQs, AJs, AK
  3. ATs, AQ, KQs, KJs, QJs, 99
  4. AJ, AT, KQ, KJ, KTs, QJ, QTs, J9s, T9s, 88
  5. KT, QT, Q9s, JT, 98s, 87s, 77, 66,
  6. AXs, KXs, J9,T9, 76s, 65s, 54s, 55, 44
  7. A9, K9, Q9, 98, 78, 33, 22
  8. AX, KX, QX, JX, TX, 76, 65, 43s, 54, 32s

s= suited (a colore), x= una carta minore del 9

Come si può ben notare le starting hands sono ordinate in otto classi che rappresentano bene la loro forza. Un giocatore di tipo Tight normalmente è portato a giocare le mani che fanno parte dalla 1^ alla 4^ classe, un giocatore di tipo Loose, invece, è portato a giocare anche le classi successive. Esistono dei giocatori estremamente chiusi, definiti “Extreme Tight Players” che giocano esclusivamente le starting hands appartenenti alle prime due classi. Inutile dire che variare il proprio gioco di continuo renderà più difficile la lettura della vostra mano da parte dell’avversario. Ad esempio: se gioco extreme tight, e quindi solo pochissime mani, sarà facile per l’avversario capire, dalla mia puntata/rilancio, le carte che ho in mano, il che gli suggerirà inconsciamente di lasciare il piatto. Errore madornale in quanto, a meno che l’avversario abbia carte veramente buone in mano da giustificare un call, egli scapperà a gambe levate lasciando poche chips nel piatto. Quindi variare spesso il proprio gioco rende più difficile la lettura delle mani da parte degli avversari e renderà sempre imprevedibili le vostre azioni.

Vediamo ora come, di norma, ci si comporta ad un tavolo in presenza di determinate starting hands e introduciamo un altro concetto fondamentale che è la posizione al tavolo.
In base a dove ci troviamo rispetto al dealer di turno (button) si hanno tre posizioni diverse di gioco:

Early Position: vicino al button, sono normalmente i due-tre posti subito a sinistra del button;
Middle Position: al centro, sono i due-tre posti immediatamente successivi agli early;
Late Position: lontani dal button, i due-tre posti successivi ai middle e immediatamente precedenti al button.

Qualcuno potrebbe pensare che la posizione al tavolo rispetto a chi da le carte non sia influente ai fini del gioco e dei punti realizzabili, bhè, non c’è niente di più sbagliato!
A seconda di quale sia la nostra posizione di gioco le starting hands diventano un segnale importantissimo sul nostro tipo di gioco, segnale che non scapperà di certo ad un avversario attento. Ad esempio: sono in early position, immediatamente dopo il big blind (posizione denominata anche come “Under the Gun“), e ricevo come carte private. L’opzione migliore da scegliere, dato che la starting hands non è sufficientemente forte, è quella di un semplice call del big blind in attesa di vedere il flop. Successivamente al nostro call un giocatore in middle rilancia di 5 volte il buio, tutti gli altri foldano e il big blind che è subito prima di noi fa un call a sua volta. Viene da domandarsi cosa avranno in mano i due giocatori. La nostra risposta al call del big blind dovrebbe essere il fold della mano, dato che tutto lascia presupporre che i due giocatori abbiano starting hands migliori della nostra e noi solo due carte in uscita (out) che potrebbero migliorare il nostro punto.
Purtroppo non tutti siamo uguali e spesso, anche spinti da quello che già abbiamo investito nel piatto, invece di lasciare inseguiamo un punto che ha poche probabilità di entrare. Questo è solo un esempio di come spesso e volentieri abbandiamo la logica e ci facciamo prendere dall’istinto ad inseguire piatti per noi molto difficili e che possono trasformarsi in un baratro senza fondo per il nostro beneamato bankroll. E’ pur vero che l’istinto spesso è l’elemento distintivo dei grandi giocatori, quindi a voi la scelta di come intraprendere queste starting hands, io mi limiterò solamente a darvi qualche linea guida su come gestire il gioco.

Starting Hands di classe 1
Normalmente in presenza di queste starting hands bisognerebbe sempre rilanciare. Inoltre è opportuno difendere la mano con un eventuale re-raise (controrilancio) nel caso in cui qualche giocatore abbia effettuato un rilancio prima di noi. Così facendo forziamo i giocatori con starting hands di classe inferiori a lasciare il piatto, rendendo non facile battere il nostro punto di partenza. La cosa più sbagliata da fare in quest casi è lo slow play (cioè cercare di far entrare più giocatori possibili nella mano per alzare il piatto). Non di rado anzi abbastanza spesso coppie forti come AA o KK vengono battute da starting hands di classe più basse che hanno trovato un flop a loro favorevole. Ricordo infatti, che nel caso abbiamo una coppia in mano (pocket), a nostra disposizione abbiamo solo 2 carte sulle 50 rimanenti che possono migliorare il nostro punto.

Starting Hands di classe 2
Fondamentalmente simili alla classe precedente ma su cui porre maggiore attenzione in caso di rilanci su nostre puntate o di rilanci prima della nostro turno a parlare. In questo caso si dimostra vincente la lettura della mano dell’avversario, ecco perchè è fondamentale capire che tipo di giocatore ci troviamo ad affrontare.

Starting Hands di classe 3 e 4
In generale la scelta migliore da fare è un semplice call indipendentemente dalla posizione di gioco, da prestare attenzione con mani di classe 4 quando invece siamo in early position. In caso di forti rilanci prima del nostro turno di parola è consigliabile abbandonare la mano.

Starting Hands di classe 5 e 6
Normalmente si consiglia un semplice call se in late position, in casi di puntate o rilanci è consigliabile abbandonare la mano. Con queste starting hands diventa necessario un’ottima lettura dell’avversario per poter assumersi i rischi di affrontare la mano. Non di rado queste starting hands vengono battute da un kicker più alto del nostro a punto raggiunto. In caso di forti rilanci bisogna foldare la mano senza esitazioni di sorta, avremo così tutto il tempo per analizzare al meglio il nostro avversario e sorprenderlo al momento giusto.

Starting Hands di classe 7 e 8
Con queste mani il fold deve essere automatico. Non bisognerebbe mai giocare queste mani che se anche chiudessero un punto sarebbe solo per pura fortuna, dato che dal punto di vista probabilistico le chance di vittoria sarebbero vicine allo zero.

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