L’uso improprio della Continuation Bet

Pubblicato da: staff- il: 04-08-2010 16:37 Aggiornato il: 27-11-2010 13:45

Tante volte si è parlato della continuation bet, di come usarla e di come essa è importante per aggiudicarsi determinati piatti o per incrementare il valore di quest’ultimi. Sempre più spesso però noto un vero abuso della continuation bet, non tanto a dimostrare forza ma sempre più spesso intesa a rubare un piatto in bluff completo.

Errore comune di tanti sprovveduti che non capiscono che effettuare una puntata molte  volte indica proprio l’opposto di forza (chi di voi non ha rubato un piatto puntando), essa viene usata sempre più a sproposito e non per lo scopo principale alla quale dovrebbe assolvere.

Voglio ricordare che la continuation bet è una puntata conseguente alla nostra azione preflop di raise, e che continua la sua azione con una successiva puntata al flop con l’obiettivo di dimostrare forza sul board sceso e con la speranza di indurre al fold l’avversario o gli avversari che ci hanno seguito nel piatto. Funziona sempre bene contro un solo avversario mentre nei family pot è davvero di scarsa efficacia poichè il piatto ormai grosso che si è generato contribuirà a far ingolosire eventuali limpers che hanno legato un qualsivoglia progetto.

Possiamo quindi affermare che la continuation bet è un’arma davvero formidabile ma che non deve essere usata fino all’eccesso, anzi essa deve essere usata con estrema parsimonia se proprio vogliamo che sia realmente efficace. Ad esempio, abbiamo rilanciato preflop da middle con ed abbiamo due limpers che chiamano il nostro raise ed il flop porta rainbow. In questo spot è molto facile supporre che almeno uno dei due limpers che parlano dopo di noi abbia un asso e la nostra continuation bet, in questo caso, potrebbe rivelarsi davvero fatale per le nostre chips in quanto è molto facile che alla nostra puntata gli avversari rispondano con un rilancio.

Ma se anche così non fosse e gli avversari, o solo uno, si limitassero semplicemente al call, sul turn come vi comportereste? Dare il check potrebbe aprire la strada ad un nostro raise successivo in caso di una puntata avversaria con i possibili rischi che ne conseguono, puntare invece potrebbe ancora costarci caro in termini di chips e subito dopo lo stesso dilemma si proporrebbe al river. Insomma la continuation bet in questo caso ci apre solo porte verso baratri assurdi piuttosto che aiutarci nella conquista del piatto.
Ecco perchè dobbiamo sempre fare attenzione a cosa scende sul board.

E’ inutile andare in continuation se il board non ci è di alcun aiuto. Solo nel caso in cui abbiamo una over pair in mano allora la continuation bet diverrà davvero efficace.
Altra cosa a cui prestare attenzione è la nostra immagine al tavolo e quella relativa ai nostri avversari. Se, come già detto, usiamo questa puntata troppe volte essa rivelerà esattamente il valore di ciò che abbiamo in mano e ci esporrà con frequenza ai continui raise dei giocatori più aggressivi che vorranno tastare il nostro polso per carpire informazioni sul reale valore della mano posseduta. Di contro se al tavolo abbiamo anche una sola “calling machine” che partecipa attivamente al gioco essa potrebbe rivelare sorprese assai spiacevoli nel caso in cui leghi qualcosa che batta il nostro punto tra turn e river. Difficilmente in questo caso riusciremmo ad abbandonare il piatto e vedremo le nostre pile di chips scendere piuttosto vertiginosamente.

Il consiglio è quindi di non abusare troppo di una puntata che, se ben eseguita contro un solo giocatore, può portare un buon numero di chips con pochissimi rischi. E’ importante saper leggere il board ed i pericoli che nasconde e non disdegnate il fold se avete il sentore di qualche possibile trappola che implichi un gran dispendio di chips.
Buon pro vi faccia e ci vediamo ai tavoli!

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