>La coppia d’assi: un grande dilemma

Pubblicato da: staff- il: 26-09-2007 11:53

>Una delle starting hands più difficili da giocare nel Texas Hold’em è sicuramente AA, almeno a sentire i commenti dei tanti giocatori che si lamentano di vederli crackati ogni volta da starting hands meno potenti. Allora la domanda nasce spontanea: come giocare la coppia d’assi?

Sicuramente uno degli errori da non fare è quello di spingere tutto il proprio stack in gioco con questa starting hand. Sebbene sia il punto “nut” preflop e i più potrebbero pensare legittimo spingere All In su questa pocket pair spesso e volentieri questa mossa risulta essere veramente tragica poiché, subito dopo il flop, la nostra mano iniziale imbattibile potrebbe divenire fortemente svalutata. Vogliamo ricordare che la coppia d’assi diviene realmente forte quando sul flop appaiono carte basse, non legate a scala o a colore, e che quindi non possono rappresentare un immediato pericolo di un eventuale progetto, oppure quando il flop ci porta almeno uno dei nostri due out disponibili per migliorare la nostra mano iniziale facendoci chiudere un set.
Ma allora qual è il modo migliore di giocare la coppia d’assi massimizzando i profitti?

Se si è in “early position” il modo migliore di giocare questa starting hand è quella di fare limp nella speranza che qualcuno dalle altre posizioni rilanci, permettendoci un reraise o All In sul suo rilancio. Logicamente le uniche mani che dovrebbero vedere un simile rilancio sono le altre coppie alte come KK e QQ (escludo JJ e le altre di valore più basse poiché la venuta di una figura sul flop rende problematico il prosieguo della mano) e AK e AQ. In tutti i casi la coppia d’assi parte fortemente avvantaggiata con il risultato statistico di vincita di oltre l’80% delle volte. Avremo quindi massimizzato al meglio la nostra mano che risulterà sicuramente forte in presenza delle starting hands sopra enunciate.

Se siamo in “late positions” l’unico modo di giocare la coppia d’assi si riduce ad un rilancio, di dimensioni adeguate per far uscire dal piatto tutte quelle starting hands di basso valore che potrebbero poi rivelarsi un grosso problema da affrontare nel caso di un board a loro favorevole.
L’azione che dobbiamo costantemente intraprendere è sicuramente studiare bene il board ad ogni azione che siamo chiamati a fare. Board che si presentano con coppie anche di basso valore, o progetti di scala e colore, o con due o più carte della “play zone” potrebbero favorire notevolmente l’avversario quindi è bene sintonizzare la mente su un possibile fold piuttosto che rischiare inutilmente porzioni considerevoli del proprio stack.

Nelle partite con limiti di posta è bene partire già con la mente predisposta ad un eventuale fold poiché gli stessi limiti di gioco costituiscono un impedimento all’eventuale difesa della propria mano. Occore studiare il board con ancora maggiore attenzione e nell’eventualità di continui rilanci propendere per il fold immediato piuttosto che ritrovarsi ad avere una cocente delusione allo showdown.

Nelle fasi finali di un torneo il modo migliore di giocare la coppia d’assi rimane sempre quella di spingere i propri resti in All In per tentare l’eliminazione degli avversari che tenteranno il call. Solo allora questo tipo di strada diventa razionale e da giocare, in tutti gli altri casi rimane conveniente regolarsi dopo l’uscita del flop e, per quanto spiacevole possa essere, prepararsi a foldare la splendida mano iniziale al primo segnale di pericolo evidente.

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