Giochiamo di più con i "suited connectors"

Pubblicato da: staff- il: 03-01-2010 12:03 Aggiornato il: 30-11-2010 11:54

Da qualche tempo a questa parte sento parlare di approcciarsi al gioco sempre in maniera tight aggressive. Sicuramente tale approccio vi garantisce nel lungo periodo di uscire vincenti o quanto meno in limitate perdite dalle vostre sessioni di gioco ma, di contro, limita tantissimo la vostra azione al tavolo da gioco. In termini pratici, se si volessero davvero seguire alla lettera le “istruzioni” per uno stile di gioco TAG (leggi tight-aggressive) saremmo davero limitati e giocheremmo solo le dieci migliori starting hands.

Per contrapporsi alla mancanza di azione possiamo però ampliare le nostri mani da giocare, e quali altre starting hands sono da inserire nelle nostre mani preferite se non i “suited connectors”?
Per tanti giocatori queste sono addirittura le starting hands da loro preferite, in virtù del fatto che possono essere estremamente profittevoli.


Vediamo allora quali sarebbero da inserire nel nostro catalogo di mani giocabili e quali invece è preferibile lasciar stare (almeno per ora).

I suited connectors consistono in due carte, dello stesso seme, in sequenza tra loro come ad esempio :4s:5s oppure :Td:Jd. Per iniziare possiamo dividere i suited connectors in tre classi, per meglio capirne il reale potenziale: suited connectors bassi, medi e alti. Vediamole subito!

  • Suited connectors bassi: 23, 34, 45, 56, 67.
  • Suited connectors medi: 78, 89, 9T, A2.
  • Suited connectors alti: TJ, JQ, QK, KA.

Iniziando da quelli bassi la regola qui è molto semplice, ovvero evitate di giocarli. Dato che l’obiettivo prefissato è quello di diventare un pò meno tight, allargando il range delle mani da giocare, con i suited connectors bassi allargheremmo troppo tale range portandoci a far diventare il nostro gioco estremamente loose. Inoltre, con queste mani, spesso e volentieri ci si trova a perdere numerose chips piuttosto che a vincerle, poichè per sfruttarle realmente a dovere bisogna essere perfettamente a conoscenza di dove siamo nella mano. Tantissime volte, infatti, ci capiterà di legare una scala o un colore ma che questi non risultino essere il punto vincente poichè potremmo venir facilmente battuti da carte superiori. Quindi condizione necessaria per poterli giocare efficacemente è quella di avere ottima lettura del gioco e degli avversari.

Ovviamente queste starting hands sono giocabilissime dai bui se non vi sono stati rilanci o nel caso in cui più giocatori prima di noi abbiano effettuato semplici limp. Ricordiamoci sempre però di andare con i piedi di piombo nel caso in cui chiudiamo un punto poichè potremmo essere dominati da starting hands migliori, quindi cerchiamo sempre di controllare il piatto e se quest’ultimo diventa troppo oneroso per noi sintonizziamoci sul fold e attendiamo mani migliori.
I S.C. medi (abbreviamo sennò comincio a diventare matto) sono tra le starting hands da includere tra le nostre mani giocabili. Funzionano veramente bene quando abbiamo un’immagine molto tight al tavolo e se centriamo un buon flop spesso saremo davvero ben pagati poichè, grazie all’im magine tight, gli avversari ci metteranno probabilmente con carte alte in mano. Di conseguenza una scala sarà difficilmente letta, così come un colore, e con molta probabilità porteremo a casa un gran piatto se riusciamo a creare la giusta azione al tavolo.

Tuttavia con queste starting hands bisogna comunque andarci cauti e rilanciarle preflop solo se poi si ha l’intenzione di continuare con le puntate anche dopo il flop. Dopotutto vogliamo dare l’impressione di giocarle come se fossero carte alte quindi una continuation bet su un flop che porta una o più figure potrebbe riuscire a portar via il piatto anche quando in mano non abbiamo nulla.

Ho aggiunto A2 tra i connectors medi solo per le possibilità di colore nut intrinseche, dato che nel qual caso chiuderemmo invece una scala questa sarà facilmente battibile da carte più alte. Invece, le volte che centreremo il draw a colore saremo pagati davvero bene con il colore nut in mano.

I S.C. medi sono quelli che meglio lavorano contro avversari solidi e sono tra le mie mani preferibili da giocare. Ci mettono in condizione di legare buoni punti e soprattutto di portare avanti qualche bluff con buone speranze di successo. Ovviamente ricordiamoci di non esagerare nel loro uso.
I S.C. alti, invece, hanno il brutto vizio di venire spesso sopravvalutati. Sono si buone carte ma spesso si infrangono contro carte migliori se centrano parzialmente il flop.Starting hands come :Qx:Jx possono rivelarsi disastrose se centrano solo la top pair. Molte volte le vedremo infrangersi allo showdown contro kicker migliori del nostro quindi cerchiamo di controllare sempre il piatto se il board ci concede poco o nulla.

In late position è quasi obbligo il rilancio, aiutati ovviamente dalla buona posizione rispetto agli avversari che ci lascia ampio margine di manovra dopo il flop. Fuori posizione è consigliato solo il limp, con il fold automatico in caso di uno o più rilanci. D’altronde centreremo il flop veramente favorevole ben poche volte quindi cerchiamo di essere noi a condurre la mano con queste carte piuttosto che rimetterci al gioco avversario.

In conclusione, i suited connectors aggiungono qualche mano extra da giocare nonostante vogliamo attuare uno stile di gioco molto tight e ci consentono di aprire ulteriori strade con bluff ben studiati. Inoltre quando chiudono il draw tendono a farsi pagare in maniera egregia aggiungendo notevoli pile di chips al nostro stack. Quindi perchè non provare a giocarli attivamente?

Buon pro vi faccia!

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