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Nuovi Casinò: la politica finalmente si muove
In questi giorni la politica italiana è in vero fermento sulla questione casinò sul nostro territorio nazionale. Prima un ordine del giorno fatto proprio dal Governo alla Camera, poi un altro ODG, quello del senatore De Angelis, "trasformato" in raccomandazione ed in questa forma accettato dalla commissione bilancio del Senato. Insomma qualcosa si muove in quest'epoca di carestia finanziaria. Sono giorni d'oro per i comuni che aspirano a diventare sedi di casinò: dopo l'impegno del Governo a valutare l'opportunità di aprire quattro casinò al sud, uno per ogni maggiore regione (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania), qualcuno si è spinto addirittura ad ipotizzare l'apertura di una casa da gioco per Regione.
Un pò eccessivo forse ed ipotesi dalla difficile realizzazione. E si mormora che nei prossimi mesi i parlamentari del Movimento per l'Autonomia (schieramento di maggioranza che sembra aver particolarmente a cuore la 'causa' dei nuovi casinò) presenteranno un disegno di legge organico per disciplinare la materia. Prevedendo ovviamente, in questa nuova regolamentazione, l'apertura di nuove case da gioco, un'ipotesi che gli enti locali stanno valutando con sempre maggiore favore, specie in questo periodo in cui altro tema caldo all'ordine del giorno è il federalismo fiscale.
"Siamo molto soddisfatti di come stanno andando le cose - afferma Gianfranco Bonanno, portavoce dell'Anit - tutto lascia ben sperare che la questione possa essere finalmente affrontata".
Analoga soddisfazione ad Anzio, cittadina in provincia di Roma da cui proviene il senatore Candido De Angelis (firmatario dell'ordine del giorno sui nuovi casinò accettato come raccomandazione dal Senato).
"Erano state presentate tutte le richieste di concessione e sembrava cosa fatta. Proprio in questa prospettiva - racconta il delegato Anit, per conto del Comune di Anzio, Arrigo Cecchini - si era costruito un edificio, il Paradiso sul Mare". Una lunga serie di vincoli burocratici e, pare anche, l'ostilità della Santa Sede vietarono l'apertura della casa da gioco. Il Paradiso sul Mare è stato riciclato, per così dire, in location d'eccezione per film d'autore, su tutti 'Amarcord' di Fellini, dove l'edificio sul litorale laziale è servito a rappresentare il Grand Hotel di Rimini. "E' dal 1968, da quando, all'epoca, ero sindaco, che porto avanti la battaglia per l'apertura del casinò. Sembra finalmente che la politica presti attenzione a questa tematica", conclude Cecchini.
Inutile aggiungere che, qualora tutto ciò trovasse realizzazione, la scossa economica al paese sarebbe realmente fortissima, poichè i casinò sono fonte altissima di turismo con gli eventi che puntualmente ospiterebbero. Inoltre, incrementerebbero non poco gli introiti dei comuni che li ospiteranno portando svariati milioni nelle casse dello Stato.









